La Radio locali

Le radio Locali a Garanzia di Plurarismo e Maggior offerta


Le radio locali mostrano un profilo competitivo e una capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici e di mercato che non dà segnali di cedimento. È questo il quadro che emerge dall’ampia e documentata ricerca La radio tra multimedialità e dimensione locale, analisi delle emittenti radiofoniche in Lombardia , realizzata da Marco Gambaro e pubblicata da Carocci Editore. Gambaro, docente di economia dei media ed economia della comunicazione all’Università degli Studi di Milano, ha focalizzato il suo studio sulle emittenti locali e in particolare su quelle lombarde «perché le radio locali sono un elemento caratterizzante del panorama dei media in Italia e rappresentano una pluralità di voci e di legami con il territorio costruita con tenacia da migliaia di operatori e di volontari». La dimensione sociale e partecipativa del fenomeno radiofonico locale non va tuttavia disgiunta da una sostanziale vitalità economica dell’intero sistema. «È vero che in questi anni si è assistito a un processo di concentrazione e le radio locali in Italia sono passate da circa 4.000 a un migliaio, scendendo in Lombardia da 150 a circa 100, ma la concentrazione si presta ad una doppia linea di lettura», sottolinea. Se da un lato un numero inferiore di emittenti significa una perdita di voci dal territorio, l’uscita dal mercato delle radio «più fragili» permette a quelle sopravvissute di rafforzarsi sia in termini di audience sia di raccolta pubblicitaria. «I budget pubblicitari rivelano una sostanziale stabilità nell’ultimo decennio e sono sufficienti a mantenere in vita l’intero sistema, anche perché è emerso dalle interviste realizzate sul campo che la raccolta pubblicitaria e il prezzo degli spot dipendono in parte dall’ascolto, ma in misura ancora più rilevante dalla capacità di copertura del territorio». La concorrenza delle radio commerciali nazionali non sembra dunque incidere più di tanto su questo universo sviluppatosi a partire dal fenomeno delle radio libere degli anni settanta e ottanta «e che per la sua configurazione ricorda l’assetto territoriale del modello radiofonico degli Stati Uniti». Le radio locali, è la conclusione della ricerca, potranno continuare a svolgere un’importante funzione di raccordo con le comunità locali e di palestra per l’ingresso professionale dei giovani nelle industrie della comunicazione. Mentre la discontinuità tecnologica legata all’avvento del digitale non sembra capace di mettere in crisi il modello ma potrebbe addirittura supportarlo creando nuove opportunità per le radio di nicchia e fortemente tematiche. (Fonte www.corriere.it)